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ESPOSIZIONI:

- Sabato 1 e domenica 2 ottobre 2016: Antica Fiera del Tresto - Este (PD)



Il termine
icona deriva dal russo "UKOHA", a sua volta derivante greco bizantino éikóna derivante dall'infinito perfetto "eikénai" traducibile in "essere simile", "apparire" mentre il termine "éikóna" può essere tradotto con immagine, e indica una raffigurazione sacra dipinta su tavola, prodotta nell'ambito della cultura bizantina e slava.


Nella lunga genesi dell'iconografia cristiana, l'icona assume la propria fisionomia intorno al V secolo. L’occasione fu offerta dalla presenza nella Tradizione cristiana di prototipi, i ritratti di Gesù e Maria. Si tratta del Mandylion, della Sindone e dei numerosi ritratti della Vergine attribuiti a San Luca Evangelista. Quando nel 1453 l’Impero Romano d'Oriente crollò, i popoli balcanici contribuirono ad incrementare sia la produzione sia la diffusione di queste raffigurazioni sacre. Nella tradizione della Chiesa bizantina, l’icona assume un significato particolare. Il simbolismo e la non coinvolgevano solo l’aspetto pittorico, ma anche quello relativo alla preparazione e al materiale utilizzato, oltre alla disposizione e al luogo entro il quale l'opera andava collocata. Dalla tradizione russa, sono stati affinati tre schemi che si rifanno all'immagine originale dipinta da San Luca Evangelista: Madre di Dio Orante -senza Bambino- e i due in cui è rappresentata assieme a Gesù bambino, cosiddette "Icone dell'Incarnazione": Madre di Dio Hodighitria -colei che indica la retta via- e Madre di Dio Eleusa -immagine della tenerezza-.

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