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La Famiglia Romanov
(canonizzati nell'anno 2000 dalla Chiesa Ortodossa)
29 * 35 * 2 cm
2016/12
(chiusa con olifa e gomma copale di Manila)


Teodolinda, Regina d'Italia
27 * 45 * 2 cm
2016/7

I principi di Vladimir
24 * 33 * 2 cm
2015/2

Zar Nicola II e la Famiglia Romanov
(canonizzati nell'anno 2000 dalla Chiesa Ortodossa)
35 * 48 * 2 cm
2014/10
(chiusa con olifa e gomma copale di Manila)

I principi di Vladimir
27 * 33 * 2 cm
2013/6
L'icona originale che ha ispirato la scrittura dell'icona qui raffigurata, viene attribuita a Ivan Afanas'EV
Il soggetto dell’icona non ha analogie, riunisce insieme i ritratti di tutti i santi principi delle terre di Vladimir: a destra con il copricapo, appare il fondatore della città, Andrej Bogoljubskij, al centro a cavallo è raffigurato Aleksandr Nevskij, nato e sepolto a Vladimir (le sue spoglie furono poi traslate a San Pietroburgo, di cui fu eletto patrono), i principi Georgij Vsevolodovic e Gleb Andreevic. Sulla destra appare sant’Avramij di Rostov (la sede episcopale delle terre di Vladimir era infatti originariamente la città di Rostov).
I santi sono raffigurati in preghiera davanti all’effigie della Madre di Dio di Vladimir, palladio della città, e sullo sfondo appare la residenza principesca di Bogoljubovo, costruita nel punto in cui l’icona si “arrestò” miracolosamente durante il suo trasferimento a Kiev.
Ci troviamo davanti ad uno degli esempi più evidenti di pittura “all’italiana” e di gusto eclettico che erano stati introdotti fin dal XVII secolo dalla scuola del Palazzo delle Armi e in particolare da Simon Usakov, e che l’iconografo di Suzdal’ sviluppa fino al limite estremo. La resa dei volti, del paesaggio, delle vesti e degli attributi dei santi si differenziano ormai profondamente dal mondo medievale caratteristico dell’icona.


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